LIFE RESTART
A Roccavaldina la Fabbrica Zero e le bioplastiche ecobuddy sono il cuore del nuovo Polo olivettiano
Il 10 luglio scorso è stato inaugurato a Roccavaldina il Polo olivettiano, un luogo dove economia, innovazione e cultura si incontrano per immaginare un futuro più giusto e più verde il cui cuore è la Fabbrica Zero con le sue bioplastiche ecobuddy, prodotti con le trebbie di birra fornite dal Birrificio Messina ma anche con gi scarti della lavorazione delle filiera agroalimentare del territorio (sansa dell’olio, agrumi, silverskin).
La Fabbrica Zero, particolarmente innovativa e fra le prime del settore, è gestita dalla Cooperativa Sociale EcosMed, che ha anche ristrutturato i vecchi capannoni. E, pur essendo attenta alla sua sostenibilità e al fatturato, opera secondo una logica per cui il fine dell’impresa non è massimizzare il profitto in sé ma farlo ricadere sull’intero territorio, investendolo su una crescita giusta e sostenibile del borgo e della comunità.
ll processo produttivo ha generato nuovi posti di lavoro, alcuni dei quali riservati a persone in condizioni di fragilità sociale, e parte degli utili verranno investiti in interventi di contrasto alla povertà educativa e, appunto, nell’ulteriore sviluppo del territorio.
Oltre alla produzione su scala semindustriale di bioplastiche, il Polo include anche un centro di ricerca avanzato sui mutamenti climatici, una comunità energetica alimentata da pannelli fotovoltaici che, oltre a garantire il fabbisogno energetico dello stesso dona energia alla comunità, la sede di alcune imprese che arrivano da fuori paese (un pastificio che produce pasta con antichi grani della zona, uno degli studi di Nugae, che stampa oggetti e parti di barche in 3D), la formazione di start up e imprese locali per contenere lo spopolamento e ridurre a disoccupazione.
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