LIFE RESTART

gb flag it flag Con ecobuddy posti di lavoro e stage per i giovani del territorio

In questi mesi la Fabbrica Zero ha continuato l’invio di campioni di materiali ecobuddy a potenziali clienti, in particolare aziende del settore agricolo, vivaistico, della cosmetica e del packaging, per effettuare test sugli stessi. E mentre ha consolidato tre posti di lavoro, di cui uno riservato a categorie in condizioni di fragilità socio-economica, ha attivato tre stage con giovani diplomati del territorio di Roccavaldina: il processo LIFE RESTART si sviluppa sempre di più, e la Fabbrica offre opportunità di occupazione e di training che valorizzano il luogo in cui opera, crescendo nel tempo. Nel frattempo, non ha smesso  di lavorare sulla messa a punto di prototipi, come quelli ideati per Caffè Barbera (Messina), in modo da adattarli alla produzione su larga scala e quindi al mercato. Procede inoltre la ristrutturazione del secondo capannone dell’area ex artigianale di Roccavaldina per trasformarlo, a breve, in un’opera di Land Art. Bella e funzionale.

EcosMed finalista all’European Bioplastic Innovation Award

A dicembre 2025, EcosMed, con le bioplastiche ecobuddy è stato inoltre fra i cinque finalisti dell’European Bioplastic Innovation Award 2025, il premio che, per celebrare i suoi vent’anni di attività, European Bioplastic ha lanciato con l’obiettivo di valorizzare le più interessanti innovazioni che guidano la trasformazione sostenibile nel settore delle bioplastiche. Fra queste, appunto, ci sono stati i nuovi compound ecobuddy di EcosMed, realizzati con gli scarti della produzione della birra, dell’olio e del caffè (trebbie, sansa, silverskin) nell’ambito del progetto LIFE RESTART.

Il 18 marzo, EcosMed ha partecipato come relatore al convegno finale del progetto Be So Great, cofinanziato dall’Ue nell’ambito del programma europeo Interreg. Mentre il 26 marzo è stata invitata come visitatore alla Fiera COSMOPROF di Bologna, una delle più importanti del settore a livello internazionale, per attivare contatti in particolare per quanto riguarda il packaging.

Giardineria Italiana, il futuro del vivaismo è biodegradabile

Ma LIFE RESTART segna anche un passo decisivo verso un vivaismo realmente ecosostenibile all’interno di processi di economia circolare. Dopo i primi prototipi di luglio, tra dicembre 2025 e gennaio 2026, Giardineria Italiana di Mati 1909 ha accolto in azienda i vasi definitivi in bioplastica, dando ufficialmente il via alla fase operativa di test in campo. Non si tratta solo di test teorici: l’obiettivo è validare una reale alternativa ecologica ai contenitori in plastica tradizionale attraverso una prova in condizioni operative reali, ovvero:

  • Esposizione totale: I vasi sono posizionati all’esterno, soggetti a pioggia, gelo e cicli stagionali;
  • Gestione standard: Le piante sono alimentate da un comune impianto di irrigazione a goccia e a pioggia;
  • Monitoraggio costante: Valutiamo in tempo reale la resistenza strutturale e la velocità di degradazione dei vasi.

Questa ricerca sul campo è fondamentale per dimostrare che la bioplastica può garantire le stesse performance della plastica classica, eliminando però alla radice il problema dello smaltimento e dell’impatto ambientale.

UNIME al lavoro sulla riciclabilità

L’Università di Messina (UNIME) ha avviato una campagna di studio specifica sulla riciclabilità di oggetti realizzati in bioplastica composita, con l’obiettivo di rispondere a una serie di quesiti chiave, tra cui:

  • è possibile riciclare la bioplastica composita prima del fine vita degli oggetti, in alternativa al compostaggio?
  • quale percentuale di materiale riciclato può essere addizionata al materiale vergine?
  • esiste una differenza tra il riciclaggio della bioplastica pura e quello del biocomposito?
  • è possibile quantificare tale differenza?
  • è possibile ottenere nuovamente oggetti a partire dal materiale riciclato?
  • quali prestazioni avranno tali oggetti?
  • quale potrà essere la loro destinazione d’uso, ovvero in quali settori applicativi potranno essere impiegati?

Nel dettaglio, UNIME sta completando tutti i test sul riciclo dei vasi realizzati da uno degli stakeholder del progetto, considerando sia i vasi in bioplastica pura sia quelli in bioplastica composita. Quest’ultima è stata prodotta a partire da pellet di bio-compound realizzati su scala pilota dall’Università di Palermo nel 2024, su commissione dell’Università di Messina, con la quale è stato attivato un contratto di collaborazione nell’ambito del progetto.

Questi studi completano ricerche già condotte e pubblicate da UNIME su una rivista internazionale, relative alla ri-lavorazione (tecnicamente: “re-processing”) del materiale, riportate nell’articolo Polymers 2025, 17(19), 2577 (https://doi.org/10.3390/polym17192577).

Gli studi sono attualmente in fase di ultimazione e approfondimento, e si concluderanno nei prossimi mesi. L’argomento del riciclo rappresenta l’ultimo aspetto tecnico-scientifico che l’Università di Messina deve sviluppare nell’ambito di LIFE RESTART, al fine di portare a termine tutti i task a essa assegnati. Al contempo UNIME sta ancora interagendo con EcosMed per testare i materiali che la cooperativa mette a punto su scala semi-industriale per validarne le prestazioni fisico-meccaniche ed in base alle richieste, ed esigenze specifiche.

CROSSING fra caratterizzazione, certificazioni e replicabilità

Crossing srl ha collaborato attivamente con i partner per l’avanzamento di progetto, occupandosi della caratterizzazione fisica e chimica dei prodotti derivati dalla Fabbrica Zero di Roccavaldina.

Sul fronte della sicurezza e delle certificazioni, Crossing srl ha partecipato a una serie di incontri strategici volti all’ottenimento della certificazione EFSA (European Food Safety Authority) per l’idoneità al contatto alimentare dei biocompositi. Le analisi chimico-biologiche condotte inizialmente sulle trebbie della birra hanno fornito risultati soddisfacenti per il proseguimento dell’iter certificativo; inoltre i test condotti sul prodotto finito hanno dato dei buoni risultati preliminari.

Nell’ottica di potenziare la replicabilità del modello e creare nuove opportunità di sviluppo, Crossing ha intrapreso contatti diretti con altri progetti europei per aumentare le attività di sinergia. In particolare, sta collaborando con ECS e la FM per integrare i risultati del progetto con altre tecnologie sostenibili innovative. A conferma di questo dinamismo operativo, ha recentemente effettuato una visita tecnica a Messina presso la Fabbrica Zero per discutere sui progressi del progetto e partecipato alla fiera MECSPE per confrontarsi con i players di settore e promuovere LIFE RESTART.

L’impegno della società prosegue poi anche sul piano della tutela della proprietà intellettuale, attraverso un monitoraggio costante della letteratura scientifica e dei brevetti legati alla tecnologia, fornendo inoltre supporto a FM nell’analisi approfondita delle normative vigenti.

 

 

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