La strage di Portella della Ginestra oltre la verità ufficiale. Domani su Rai News l’inchiesta di Spotlight. Col supporto della Fondazione

La strage di Portella della Ginestra oltre la verità ufficiale. Domani su Rai News l’inchiesta di Spotlight. Col supporto della Fondazione

Venerdì 28 aprile 2023, ore 20.30, andrà in onda su Rai News una puntata di Spotlight dedicata ai fatti di Portella della Ginestra.

Era il 1 maggio del 1947 e a Portella della Ginestra, in provincia di Palermo, un gruppo di terroristi armati, guidati da Salvatore Giuliano, aprì il fuoco contro i lavoratori riunitisi lì per festeggiare il Primo Maggio e assistere al comizio del Partito Comunista che, all’epoca, coordinava le lotte dei contadini per la rivendicazione dei diritti sulle terre contro latifondisti e mafiosi. Il bilancio finale fu di 14 morti e 27 feriti.

«L’idea di questa inchiesta è nata proprio dalla visione del film “Segreti di Stato” di Paolo Benvenuti e dallo studio della documentazione sulla strage conservata dalla Fondazione Me.S.S.In.A», afferma Luca Gaballo, giornalista e autore dell’inchiesta. «Gaetano Giunta ha deciso di ristampare il film e di lavorare per mettere a disposizione dell’opinione pubblica l’intera documentazione, così che si possa prendere coscienza del fatto che esiste una verità alternativa, con la compresenza di vari gruppi di fuoco e vari mandanti, mafiosi e politici».

«Questa puntata di Spotlight – continua Gaballo – presenta la strage di Portella della Ginestra come una strage politica che ha avuto diversi mandanti e dove ogni elemento, dichiarazione o prova materiale andasse in altra direzione rispetto la verità che voleva essere raccontata è stato secretato o ignorato. Restano ancora oggi tanti punti interrogativi destinati a rimanere tali. E raccontiamo, parallelamente al racconto dell’indagine, la storia di tre film dedicati alla strage».

Il primo avrebbe voluto realizzarlo Luchino Visconti già nel 1947 – La Terra Trema – un film sull’epopea dei contadini che con coraggio rivendicavano la riforma agraria. «Gli venne impedito e si ritrovò costretto a farne un altro, “La Terra Trema” che noi conosciamo», sottolinea Gaballo.

«Abbiamo intervistato un esperto di cinema, Anton Giulio Mancino, professore di Storia del Cinema presso l’Università di Macerata, che ha ritrovato gli appunti da cui emerge come Visconti avrebbe voluto realizzare originariamente il suo film. Sono stati pubblicati dalla rivista “Bianco e Nero” nel 1951 ed è il documento su cui noi ci basiamo per ricostruire la sceneggiatura. La cosa curiosa è che già in quella si parla di gruppi di fuoco e di mandanti mafiosi».

Poi c’è “Salvatore Giuliano” di Francesco Rosi (1962), il film per eccellenza sui fatti di Portella, il film che, pur mostrando le tante incongruenze, ritorna alla tesi di Salvatore Giuliano.

Infine, nel 2003 con “Segreti di Stato”, è Paolo Benvenuti a realizzare un terzo film sui fatti di Portella. «La pellicola va in sala per due settimane per poi sparire completamente, anche dal dibattito», nota l’autore dell’inchiesta.

«Siamo andati a rivedere le carte, a parlare con i testimoni, abbiamo ricostruito la “maledizione” di Portella – aggiunge Gaballo – I film che volevano raccontare la strage o non si fanno, o scendono a patti, o scompaiono dopo essere stati fatti. C’è qualcuno che ancora oggi trova la discussione di queste tematiche scomoda e imbarazzante».

E conclude: «La nostra tesi è che la verità non è stata cercata, le zone d’ombra non sono state illuminate, ma nascoste e ci sono dei pesanti interrogativi che non hanno trovato risposta. C’è stato un ruolo delle forze dell’ordine, un ruolo degli infiltrati della banda e un ruolo della mafia. E di tutto questo nella verità ufficiale non c’è traccia. E’ un lavoro, il nostro, in cui si sottolineano tutti i misteri, omissioni e tutte le piste che non sono state seguite».

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