24 e 25 luglio, le anticipazioni dell’Horcynus Festival 2017

Dal 18 agosto al 10 settembre è in programma, tra Messina, Scilla e Reggio Calabria, l’edizione 2017 dell’Horcynus Festival.

Lunedì 24 e martedì 25 luglio, al Parco Horcynus Orca di Capo Peloro, due eventi anticipano la programmazione.

Il 24, alle 19.00, nella Sala Vincenzo Consolo è in programma la presentazione performativa, tra reading e concerto, del libro “Del sangue e del vino” (ed. Rubbettino). Protagonista l’autore del libro, Ettore Castagna, storico animatore del gruppo musicale Re Niliu, che dagli anni ’80 sperimenta sul solco della musica popolare calabrese.

Martedì 25 luglio, alle 21.00, sul palco all’aperto del Parco Horcynus Orca, è in programma il concerto “Il Mediterraneo è qui”, prodotto della Fondazione di Comunità con il contributo del Global Fund for Community Foundations e organizzato in collaborazione con l’Assessorato alle Politiche Sociali del Comune di Messina. L’Orchestra del Teatro Cilea di Reggio Calabria eseguirà un repertorio di musiche mediterranee e africane riarrangiate dal Maestro Luigi Polimeni. Ospiti dell’orchestra i musicisti Faisal Taher e Jalì Diabaté.

“Abbiamo proposto all’Orchestra del Cilea – spiega Giacomo Farina per la Fondazione di Comunità e la Fondazione Horcynus Orca – di eseguire brani selezionati durante laboratori di ascolto musicale organizzati con i migranti minori non accompagnati ospiti di alcuni centri di accoglienza messinesi – Casa Ahmed, Casa Amal e dello SPRAR per donne vulnerabili – Sono brani provenienti dalla tradizione musicale di Senegal, Nigeria, Mali, Egitto e Camerun. Una bellissima esperienza di programmazione musicale partecipata che certamente proseguirà – conclude Farina – con altri laboratori di ascolto, percorrendo anche altri generi”.

“Il concerto del 25 luglio – aggiunge Gaetano Giunta, segretario generale della Fondazione di Comunità di Messina – ha l’obiettivo di affermare con chiarezza che i fenomeni migratori possono innestare trasformazioni sociali, culturali ed economiche necessarie per territori oggi tristi dal punto di vista demografico e dello sviluppo. Questo avviene certamente a condizione che i processi d’integrazione si svolgano dentro paradigmi diffusi di welfare di comunità e che venga combattuta ogni logica speculativa che da una parte reclude e tiene separati i migranti e dall’altra parte arricchisce chi gestisce con cinismo i servizi di intermediazione e di contenimento. L’esecuzione delle musiche selezionate con le comunità di migranti ospiti nella nostra città – conclude Giunta – testimonierà in modo palese come ogni territorio, ogni comunità, ogni etnia, ogni persona è portatrice di cultura e talento per tutto il resto della società”.

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