Musica Nomade, i Mattanza con 4 poeti per l’Horcynus Festival

In vita - Mattanza in concerto

La sezione Musica Nomade, diretta da Giacomo Farina, porta all’Horcynus Festival nuovi “incontri” musicali, proseguendo il viaggio tra sonorità mediterranee, antiche e moderne, che lo caratterizzano da sempre. Nell’appuntamento di giovedì alle ore 20,30 al Teatro Cilea di Reggio Calabria con “In vita”, i Mattanza in concerto, assisteremo a un incontro tra arti, musica e poesia, in particolare.

La poesia come strumento per salvaguardare la memoria e proiettarsi nella realtà contemporanea è il concetto che ha caratterizzato il lavoro di ricerca e creativo in più di 20 anni di attività dei Mattanza. Fin da quando Mimmo Martino, fondatore e tutt’ora ispiratore (a 10 mesi dalla sua scomparsa) del progetto, inaugurava una nuova forma di riscoperta della cultura popolare meridionale, mantenendo saldo il legame con i “conservatori” della saggezza popolare, gli anziani dai quali traeva memorie e ispirazione, ma offrendo l’opportunità ai nuovi “trovatori” di vedere musicate le proprie poesie. Ed è proprio come una lunga poesia che si snoda questo concerto: ogni “quartina”, formata da quattro brani musicali, verrà suggellata da un “ritornello” costituito da due interventi dei poeti ospiti: Maria Costa, Biagio Guerrera, Daniel Cundari e il rapper Kento. Sarà un dialogo fra due linguaggi espressivi da sempre accomunati, in perenne, affascinante equilibrio.

Maria Costa (Messina 1926), nata e vissuta nel rione della Case Basse di Paradiso, nelle sue poesie in dialetto messinese custodisce e canta la memoria collettiva della città dello Stretto distrutta dal catastrofico terremoto nel 1908. I suoi versi sono raccolti in diversi volumi tra i quali Farfalle serali (1978), Mosaico (1980), ‘A prova ‘ill’ovu (1989) e Cavaddu ‘i coppi (1993). A lei hanno dedicato servizi e interviste numerosi media e reti televisive straniere (Francia e Russia), e tesi di laurea elaborate nelle Università di Palermo, Messina, Udine, Catania e Siena. La sua figura è celebrata nel cortometraggio “Come le onde” del giovane regista messinese Fabio Schifilliti. Nel 2006 il suo nome è stato iscritto nel registro dei “Tesori Umani Viventi” dall’Unità Operativa XXVIII – Patrimonio UNESCO, Registro Eredità Immateriali della Regione Siciliana.

Daniel Cundari (Rogliano, 1983) scrive in dialetto calabrese, italiano e spagnolo. Ha studiato Lettere Moderne e Relazioni Internazionali a Siena e in Spagna. È autore di Cacagliùsi / Balbuzienti (Roma, 2006); Il dolore dell’acqua (Roma, 2007) e Geografia feroz (Granada, 2011). Con i precedenti libri di poesia ha vinto numerosi premi, tra cui il G. Guida, l’Internazionale Tropea O.M. Speciale Critica, il Mons Aureus – Progetto Sud di Palermo. In Spagna, per  Geografia feroz, gli è stato assegnato il ‘Premio Genil de Literatura’ di Granada, abitualmente destinato ad artisti iberici. Per i suoi testi è stato invitato al Principato di Monaco, a Nizza, Erlangen, Marbella, Marsiglia, Gdańsk. Nel 2009 è stato il poeta straniero più giovane ospite della Cátedra Federico García Lorca, diretta da Antonio Carvajal.

Biagio Guerrera (Catania, 1965) studia canto con Michiko Hirayama. È tra i fondatori del collettivo artistico Famiglia Sfuggita con cui nel 1992 presenta, a Santarcangelo dei Teatri, Idda, poi pubblicata nella raccolta omonima da Il Girasole (Valverde, 1997). L’amore per la musica e la poesia lo ha portato a collaborare con Emanuele Casale, Francesco Cusa, Gianni Gebbia, David Grubbs, Carmelo Vassallo, Stefano Zorzanello. Nel 2003 pubblica, nel catalogo di Mesogea, Dalle sponde del mare bianco, con i Dounia e il poeta tunisino Moncef Ghachem. Molto attivo come curatore e operatore culturale (Associazione Musicale Etnea, Festival Internazionale di poesia Voci del Mondo, Associazione Leggerete, Centro Culturale Zo) dirige insieme ad Aldo Palazzolo il periodico di arte e cultura Charade. Sue poesie sono state pubblicate in varie riviste e antologie.

Francesco “Kento” Carlo (Reggio Calabria, 1976) si avvicina al microfono nei primi anni ’90, mosso da un naturale approccio antagonista e ispirato dal rap combattente delle posse attive in quegli anni. Trasferitosi a Roma nel 1995, si unisce al collettivo de “Gli Inquilini”, con cui – tra il 2003 e il 2007- produce 4 album. Nel frattempo consolida il suo progetto tra l’Hip-Hop e il Reggae (tuttora attivo) con i reggini Kalafro Sound Power, il cui disco d’esordio, Solo l’Amore, vede la luce nell’estate 2007. In questi anni Kento si esibisce in tutta la penisola, collabora con decine di artisti, ma soprattutto raccoglie intorno a sé il consenso di un pubblico vasto ed eterogeneo, che mette insieme hiphoppers e militanti, ragazzi delle periferie e intellettuali, critici musicali e artisti di ogni genere. Esce nel 2009 il suo disco d’esordio solista Sacco o Vanzetti e le recensioni – per la maggior parte entusiastiche – attestano l’unicità di questo lavoro trasversale, capace di parlare a gruppi sociali e demografici finora divisi e a volte addirittura contrapposti. Nel 2010 ritorna assieme ai suoi Kalafro con Resistenza sonora, album di rivolta contro l’oppressione della malavita organizzata e delle ingiustizie di uno stato sempre meno a favore del popolo, e con l’omonimo singolo ricevono attenzioni e consensi da tutta Italia.

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