Al via la seconda edizione delle “Jurnate del Design”. Dal 23 febbraio al 1 marzo in Sicilia il design si salderà con l’innovazione sociale

Dal 23 febbraio fino al 1 marzo 2026 tornano in Sicilia le Jurnate del Design, quest’anno giunte alla seconda edizione, promosse da Fondazione Messina con Fondazione Horcynus Orca, dal Collettivo Designer Komad, da The Playful Living, un team creativo che ha base a Milano ed è il cuore di un network internazionale di noti designer, dal laboratorio di designer Toy Bee. La manifestazione siciliana è cofinanziata dalla stessa Fondazione e dal progetto “Colapesce-dall’esclusione sociale alle imprese sociali” avviato dal Comune di Messina su Fondi PN Metro Plus e che vede come partner co-gestori Fondazione Horcynus Orca Camera di Commercio di Messina, Università degli Studi di Messina, Slow Food Italia.

«Le Jurnate del Design” sono fortemente innovative perché orientate a sostenere strategie di sviluppo umano ed economico sostenibile dei territori e i loro processi di internazionalizzazione anche grazie alla potenza concettuale e metodologica del design» evidenzia Gaetano Giunta, presidente della Fondazione Messina.

Una settimana fra economia sociale e design

Per una settimana, infatti, in quella che fin dall’anno scorso si è configurata come una vera e propria Design Week siciliana, alcuni noti designer italiani coordineranno in Sicilia specifici workshop – nella forma di laboratori interattivi –  con studenti di scuole superiori e Università, con workers buyout, ovvero cooperative dl lavoratori che hanno già rilevato un’impresa in crisi di cui erano dipendenti (è il caso delle Ceramiche Siciliane Pattesi) e con altri lavoratori che sono in procinto di farlo.  «Un’attività – spiega Luca Fois, Creative Advisor, co-fondatore di The Playful Living e portavoce del collettivo di designer siciliani (ma non solo) Komad – che evidenzia come il design non sia unicamente un’esperienza estetica, ma metodo e cultura di progetto per trasformare idee e visioni in progetti fattibili all’insegna dell’innovazione sociale e di una crescita più equa in grado di restituire, rivitalizzandola, anche tutta la forza del genius loci e delle tradizioni culturali dei territori».

«Si può fare». Ma cosa?

Non a caso, il tema a cui le “Jurnate del Design” sono dedicate quest’anno è «Si può fare».E quindi si può valorizzare la maestria artigianale della lavorazione della ceramica siciliana anche innovandola, come farà a Patti (in provincia di Messina) l’architetto e stylist Marta Meda insieme alle decoratrici del workers buyout Ceramiche Siciliane Pattesi, agli studenti di Architettura dell’Università di Palermo e dell’Istituto di Istruzione Superiore E. Basile di Messina.

Si possono rendere i grandi miti fondativi della Sicilia e dello Stretto degli Art Toys, facendoli diventare iconici oggetti pop – oggi così in voga, e non solo fra i giovani – come il toy designer Bernardo Corbellini ha proposto sempre ai ragazzi che frequentano l’Istituto E. Basile con cui lavorerà in un workshop dedicato, coordinato con il Creative Advisor Luca Fois e con la Designer Giada Maria Battiato. 

Si può supportare il rilancio di un brand, la messa a fuoco di un’identità, di una storia, di un sistema di relazioni per valorizzare i punti di riferimento di un quartiere, di una città e di un luogo: un lavoro che Luca Fois metterà in campo in un confronto aperto con i partecipanti.

E ancora: si possono sviluppare le potenzialità terapeutiche della tradizionale tessitura del pizzo a tombolo alla luce della gioco-terapia in cui gestualità, relazione, condivisione, manualità restituiscono benessere. E a Mirabella Imbaccari (in provincia di Catania), sarà ancora Bernardo Corbellini lavorare in partnership con l’Associazione Opera del Tombolo e delle Arti Manuali con le signore del Tombolo e con un gruppo di bimbi del territorio e di studenti dell’Istituto Omnicomprensivo Carlo Alberto Dalla Chiesa di Caltagirone.

Design Center centrale per Hub di Alta Formazione di Messina

Dunque in questi quattro workshop distribuiti fra Messina, Patti, Mirabella Imbaccari (con rimbalzi su Palermo e Catania), design, innovazione sociale, rivitalizzazione delle tradizioni, sviluppo sostenibile, potenziamento di piccole imprese create dal basso e workers buyout si tengono insieme. Dimostrando appunto che un altro modello di crescita «Si può fare». E che il design ne è uno strumento centrale. «Anche per questo, già dall’anno scorso, le Jurnate del Design hanno avviato la creazione presso il Parco Horcynus Orca del Design Center, uno  spazio di attrazione di creativi che sarà centrale per l’Hub internazionale di ricerca e sviluppo, networking ed alta formazione che Fondazione Messina sta mettendo in campo, con un’ampia partnership, nella città dello Stretto per contaminare e orientare approcci trasformativi delle politiche locali in Sicilia e in diverse altre parti del mondo», sottolinea Gaetano Giunta, presidente dell’Ente Filantropico.

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Jurnate del Design 2026_ il programma

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