Nel Polo Olivettiano di Roccavaldina economia circolare e sviluppo produttivo e sociale. Con le nuove bioplastiche della Fabbrica ecobuddy
Rifiuti che diventano risorsa. Aree interne che si rivitalizzano e diventano il centro di un modello di sviluppo che funziona sul piano economico, con importanti ricadute sul benessere complessivo delle persone e della comunità, e che è insieme socialmente solidale e sostenibile dal punto di vista ambientale.
Sperimentare forme di economia produttiva circolare intrecciate con modelli avanzati di welfare di comunità: è questa l’idea attorno alla quale ruota l’insieme di interventi integrati che la Fondazione MeSSInA, in partnership con il Comune di Roccavaldina, ha messo in campo in questo piccolo paese del messinese seguendo le strategie che la caratterizzano.
Ed è proprio nei capannoni dell’ex area artigianale alla periferia di Roccavaldina, area interna in via di spopolamento e con ridotte opportunità di occupazione, che è sorto un Polo di produzione, ricerca, formazione e coworking, il Polo Olivettiano, il cui cuore è la Fabbrica ecobuddy.
Qui infatti viene realizzato a livello industriale un nuovo tipo di bioplastiche a basso impatto ambientale, le bioplastiche ecobuddy, utilizzando i rifiuti – le trebbie – della produzione della birra del Birrificio Messina, workers buyout di successo sostenuto dalla Fondazione stessa. E più in generale gli scarti della filiera agroalimentare del territorio (sansa, silverskin, lavorazione degli agrumi etc).
Il processo che ha portato alla messa a punto per il mercato delle bioplastiche ecobuddy ha richiesto un importante e originale lavoro di ricerca sullo sviluppo dei nuovi biomateriali – cofinanziato dal progetto Ue LIFE RESTART nell’ambito del Programma LIFE – messo in campo dal Dipartimento di Ingegneria dell’Università di Messina e da Crossing, spin off del Dipartimento di Nanosistemi dell’Università Cà Foscari di Venezia.
La Fabbrica ecobuddy, particolarmente innovativa e fra le prime del settore, è gestita dalla Cooperativa Sociale EcosMed, che ha anche ristrutturato i vecchi capannoni. E, pur essendo attenta alla sua sostenibilità e al fatturato, opera secondo una logica per cui il fine dell’impresa non è massimizzare il profitto in sé ma farlo ricadere sull’intero territorio, investendolo su una crescita giusta e sostenibile del borgo e della comunità.
ll processo produttivo ha generato nuovi posti di lavoro, alcuni dei quali riservati a persone in condizioni di fragilità sociale, e parte degli utili verranno investiti in interventi di contrasto alla povertà educativa e, appunto, nell’ulteriore sviluppo del territorio.
Oltre alla produzione su scala industriale di bioplastiche, il Polo include anche un centro di ricerca avanzato sui mutamenti climatici, una comunità energetica alimentata da pannelli fotovoltaici che, oltre a garantire il fabbisogno energetico dello stesso dona energia alla comunità, la sede di alcune imprese che arrivano da fuori paese (un pastificio che produce pasta con antichi grani della zona, uno degli studi di Nugae, impresa del noto designer Francesco Belvisi, che stampa oggetti e parti di barche in 3D), la formazione di start up e imprese locali per contenere lo spopolamento e ridurre a disoccupazione. A tutto questo si è affiancato un lavoro di rigenerazione urbana del centro storico di Roccavaldina.
L’operazione nel suo complesso è stata resa possibile grazie al supporto in grant, equity e debito di Fondazione Messina, del Progetto Ue LIFE RESTART cofinanziato nell’ambito del Programma LIFE, del Comune di Roccavaldina, del complementare progetto italiano LIFE RESTART cofinanziato da Fondazione con il Sud, di Intesa San Paolo, di Casina FAFA, di Fondazione Cattolica, di CFI, di Fondazione Giordano dell’Amore, di SEFEA Impact, di Banca popolare Etica, di Fondazione Horcynus Orca, di Crossing srl, di UNIME, di Solidarity and Energy, di MECC Impresa Sociale, del Ministero della Cultura – Gahdan, dell’Impresa Sociale Con i Bambini, del progetto Life Restart EDU di Enel Cuore, del Fondo Beneficenza di Intesa San Paolo, di Terra di Sicilia, di Nugae.

