Gli Organi di Governo

Sono cinque gli organismi statutari in cui si articola il processo di governance della Fondazione.

Il Consiglio della Fondazione ha il compito di elaborare le linee fondamentali e gli indirizzi strategici della Fondazione; di approvare il bilancio; di apportare le modifiche allo statuto; di nominare ed eventualmente revocare il Segretario Generale.

Il Segretario Generale ha la rappresentanza legale della Fondazione; esercita tutti i poteri per l’amministrazione del patrimonio e per la gestione delle entrate ordinarie e straordinarie; svolge le funzioni di direzione della Fondazione e quindi gestisce le attività dell’organizzazione, secondo gli indirizzi del Consiglio della Fondazione.

Il Comitato dei Garanti ha il compito di valutare la congruità fra gli investimenti e le attività realizzate e gli obiettivi statutari della Fondazione. Esso è composto da rappresentanti degli Enti locali presenti sul territorio operativo della Fondazione; da rappresentanti del gruppo dei sovventori; da rappresentanti di istituzioni ed Enti del terzo sistema di “advocacy” delle persone e delle comunità beneficiarie delle attività della Fondazione.

Il Collegio dei Revisori dei Conti o il Revisore unico effettua il controllo contabile a norma del terzo comma dell’art. 2409-bis del Codice Civile e vigila sull’osservanza dello Statuto, della legge, sul rispetto dei principi di corretta amministrazione ed in particolare sull’adeguatezza dell’assetto gestionale, organizzativo, amministrativo e contabile adottato dalla Fondazione e sul suo concreto funzionamento.

Il Comitato Scientifico è un organo di consultazione del Consiglio della Fondazione composto da personalità, intellettuali e ricercatori di livello internazionale e contribuisce alla specificazione delle linee fondamentali e degli indirizzi culturali della Fondazione stessa.

La Fondazione, quale contrappeso a una struttura non democratica, seppur articolata e complessa, tipica dell’assetto di governance delle Fondazioni, attua fra le proprie misure permanenti una metodologia di democrazia partecipativa denominata processo TSR che ha proprio la finalità di far convergere le proprie strategie e policy verso i principi in cui si riconoscono le comunità locali.

 

 

 

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