Il Contesto e i luoghi

La Fondazione di Comunità oggi opera in contesti territoriali caratterizzati da condizioni economico-sociali e ambientali molto differenti e questo ha in questi anni permesso, attraverso percorsi di ricerca-azione, di sperimentare policy sistemiche capaci, almeno in parte, di acquisire valore paradigmatico.

Il cuore dell’agire della Fondazione è stato certamente Messina, città di poco meno di 250.000 abitanti, caratterizzata da estrema sperequazione nella distribuzione della ricchezza e da una forte iniquità spaziale. Nel centro cittadino la ricchezza media pro-capite è 4 volte quella della periferia nord e 6 volte quella della periferia sud, caratterizzata, quest’ultima, da forte degrado urbano, sociale, culturale e da strutturale disagio abitativo. Per esempio, oltre 2.000 famiglie vivono ancora nelle baraccopoli inizialmente originate dopo il terremoto del 1908 e dopo i bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale e poi diventate strumento di segregazione sociale e di controllo clientelare e mafioso.

La cluster analysis, sviluppata dalla Fondazione, identifica Messina quale città tipica delle grandi aree urbane meridionali precipitate sotto la soglia di povertà trappola, demograficamente “triste”.

Accanto, però, a questo estremo degrado abitativo, sociale e urbano, Messina è una delle province più verdi d’Italia. È, quindi, una città che vive la contraddizione di una bassa qualità della vita, cui corrisponde, però, salendo di scala, la potenza di un paesaggio unico e un binomio natura potente, dinamica e fortemente bio-diversa / processi millenari di antropizzazione che fa di questa terra una cuspide, una singolarità del Mediterraneo.

Si tratta, in sostanza, di una venustas antropologico-ambientale in grado di aumentare la resilienza urbana, una “bellezza” capace di determinare un campo di forza che se riconosciuta, compresa in modo profondo e poi valorizzata può costituire una leva straordinaria per il “domani”.

  • Dal 1998 i luoghi primigeni in cui fin dalle origini, con una intesa opera di riqualificazione urbana, si è sviluppata e si sviluppa tutt’ora la Fondazione di Comunità di Messina sono il Parco Sociale di Forte Petrazza e il Parco Horcynus Orca.
  • Dal 2015 la Fondazione di Comunità ha istituito un Fondo destinato allo sviluppo territoriale di Mirabella Imbaccari, tipica “area interna” della Sicilia, che dall’inizio del 2000 sta vivendo un trend di declino. L’analisi storica dei dati demografici, la crisi delle economie agricole con metodi tradizionali, e l’espulsione dal mercato, oggi fortemente industrializzato, delle tradizionali lavorazioni al femminile del tombolo, in modo plastico evidenziano un progressivo, apparentemente inesorabile, invecchiamento e depauperamento demografico delle comunità locali.
  • Nel 2020 la Fondazione ha avviato, valorizzando i propri asset patrimoniali nell’isola di Salina, azioni sistemiche e durevoli nella piccola isola.
    Salina è un’isola in cui vivono 2.598 abitanti regolari distribuiti nei tre Comuni in cui si articolano i soli 26,1 km² dell’isola. Il territorio è, pertanto, caratterizzato da una forte frammentazione sociale e istituzionale. Da un punto di vista socio-economico l’isola vive di un’economia legata al turismo con forte carattere stagionale. Questo comporta una concezione del tempo, dei luoghi e del lavoro a volte distorti. È crescente la popolazione migrante, che soffre della irregolarità e della precarietà dei lavori stagionali. Nei mesi invernali la popolazione vive in condizioni di forte diseguaglianza sociale e di accessibilità ai servizi.
    D’altra parte le Eolie costituiscono un patrimonio naturale e culturale ricchissimo, denso di dinamismi geo-ambientali, di emergenze di vita, specie di vita marina, e di stratificazioni millenarie così interessanti da far dichiarare all’UNESCO tutto l’arcipelago patrimonio dell’umanità.
    I programmi ventennali di ricerca e cooperazione culturale fra le sponde del Mediterraneo e le recenti programmazioni in partnership per promuovere lo sviluppo di finanza etica e sociale e forme di economie responsabili sul piano ambientale e sociale hanno portato la Fondazione a deliberare la prospettiva di istituire fondi dedicati allo sviluppo di territori dell’area MENA (Middle East and North Africa).
  • Nel 2021 la Fondazione ha istituito un  Fondo per le Aree interne che interessa il Comune di Roccavaldina e il Comune di Novara di Sicilia. A Roccavaldina il Fondo è finalizzato alla creazione di un polo industriale “olivettiano” specializzato nella produzione di manufatti in bio-materiali e bio-plastiche innovative esito di azioni di ricerca e sviluppo coordinati e finanziati dalla stessa Fondazione di Comunità e sviluppati in collaborazione con il Dipartimento di Scienze Molecolari e Nanosistemi dell’Università di Venezia e con il suo spin offCrossing, e con il Dipartimento di Ingegneria dell’Università degli Studi di MessinaNovara di Sicilia il fondo immobiliare della Fondazione è destinato ad ospitare un centro di ricerca e co-progettazione per lo sviluppo umano del territorio. Per favorire processi di contaminazione fra innovazione e elementi distintivi dei territori, la Fondazione ha attivato una collaborazione con il Politecnico di Torino per fare di Novara di Sicilia un polo operativo del Master Universitario di II Livello in “Metodi e tecniche per il governo di territori resilienti. Verso la gestione integrata dei rischi”.

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